Presentazione
L'uomo, da sempre, in tutte le sue attività, interagisce con l'ambiente modificandolo. Tuttavia, se è vero che le modifiche dell'ambiente nel passato potevano essere considerate un fatto marginale per il “sistema terra”, e ciò in base al fatto che il pianeta era scarsamente popolato, a partire dalla seconda metà del secolo scorso l'incremento demografico e l'avvento della società industriale e tecnologica hanno comportato, e comportano, un sempre maggiore sfruttamento delle risorse ambientali ed un crescente inquinamento ambientale. Oggigiorno, la distruzione dell'ambiente ha assunto una dimensione globale e proporzioni così allarmanti da porre gli Stati, la società civile, gli individui e tutta la comunità internazionale di fronte al problema della salvaguardia dell'ambiente e a quello delle strategie e degli strumenti da adottare per assicurarne una efficace protezione. A partire dalla seconda metà del XX secolo una di queste strategie è stata individuata nella nozione di “sviluppo sostenibile”. Il concetto di sviluppo sostenibile sintetizza un problema di grande complessità, ovvero quello relativo al come rendere compatibili le esigenze dell'economia con le ragioni dell'ambiente a livello dell'intero pianeta ed in modo da assicurare il soddisfacimento dei bisogni, anche di sviluppo, delle generazioni presenti senza compromettere la possibilità di soddisfacimento dei bisogni di quelle future (Rapporto Brundtland). La nozione di sviluppo sostenibile, dunque, rinvia al problema della iniquità nell'uso delle risorse a livello planetario (ed in particolare nelle relazioni tra paesi ricchi e paesi poveri), nonché al problema delle conseguenze ambientali e sociali derivanti dalla crescita economica per il nostro Pianeta a fronte della necessità di assicurare ricchezza, benessere e adeguati tenori di vita ad una popolazione in continuo aumento. In effetti, dal momento che lo sviluppo economico dipende dallo stock di risorse naturali della terra, mantenerne la riproducibilità rappresenta la chiave per la sostenibilità. Tale riproducibilità può essere preservata solo grazie ad un uso razionale delle risorse che tenga conto dei meccanismi di funzionamento degli ecosistemi e, in generale, delle capacità di carico ambientali. L'idea di base di qualsiasi attività economica è, infatti, quella di trasformare le risorse naturali in beni di consumo ma, una volta consumati, i beni rimangono solo in parte nel ciclo della trasformazione delle risorse e soltanto alcuni dei loro componenti possono essere riusati. Il processo di trasformazione produce, quindi, rifiuti, diminuendo così la qualità delle risorse coinvolte e rendendo il loro riuso più difficile. Ne deriva, pertanto, che la strategia verso uno sviluppo sostenibile non si esaurisce solo nella protezione giuridica dell'ambiente, ma include altresì la promozione tanto a livello giuridico, quanto a livello politico, e a livello sociale, di un nuovo modo di concepire la crescita economica, tale da garantire giustizia ed opportunità per tutti e non solo per pochi privilegiati, e ciò senza distruggere le risorse naturali del pianeta. In questo approccio alla “gestione della madre terra” è necessario porre l'accento sull'uso razionale e responsabile delle risorse da parte di tutti, sul riciclaggio delle risorse rinnovabili e sulla riduzione degli sprechi e del cosiddetto “costo ambientale globale”.
Metodologia
Ai momenti di discussione e informazione ad opera di docenti ed esperti in materia che forniranno agli studenti una panoramica sia interna che internazionale degli strumenti posti a tutela dell'ambiente e di promozione di uno sviluppo effettivamente sostenibile, si alterneranno interventi di animazione ed educazione non formale.
Attraverso questi ultimi gli studenti diventeranno parte attiva del momento educativo attraverso lavori di gruppo, problem-solving e momenti di discussione (definiti tecnicamente debriefing ). Gli studenti si troveranno a dover affrontare e risolvere questioni che, di volta in volta, saranno loro proposte attivando una serie di capacità, prendendo autonomamente decisioni, prefigurando soluzioni, documentando il lavoro svolto in gruppo e comunicandone i risultati.
In occasione del XIV Ciclo di seminari si implementerà un laboratorio creativo con materiali di scarto delle aziende forniti dal Centro Remida di Napoli durante il quale gli studenti saranno chiamati a creare gruppi di lavoro per la realizzazione di un manufatto, e un role-playing/simulata giocata con lo scopo di far vivere in gruppo un'esperienza che rappresenta un modello di realtà, con compiti definiti e distribuiti per scoprire le dinamiche, i processi e la complessità del tema trattato.
Questi laboratori di educazione informale, attraverso la creazione di un contesto avalutativo e non giudicante, mirano a tirar fuori la “creatività” intesa come la capacità umana di risolvere i problemi, di intuire e scoprire nuove possibilità di sviluppo e crescita.
Attraverso le modalità e tecniche creative proposte, i ragazzi potranno, in tal modo, raccontarsi l'un l'altro esprimendo sentimenti e desideri e “realizzando” la propria percezione raccontata della realtà.
Queste tecniche di “educazione relazionale” consentono di uscire da una relazione trasmissiva e verticale in favore di una relazione circolare e orizzontale, stimolando il coinvolgimento attivo e il senso critico dei ragazzi, attraverso nuove sintesi a livello cognitivo e culturale e favorendo in tal modo la coesione sociale e la ricerca di nuovi significati e di una visione destrutturata e critica della realtà.
Schema degli interventi
I giorno
Gli interventi della mattina forniranno un primo inquadramento giuridico sia nazionale che internazionale ed europeo in materia ambientale.
Seguirà un role-playing/simulata giocata dove i ragazzi intervenuti, divisi per tavoli, saranno chiamati a vivere in gruppo un'esperienza che rappresenta un modello di realtà, con compiti definiti e distribuiti per scoprire le dinamiche, i processi e la complessità del tema trattato.
Nel pomeriggio si prevede un ulteriore approfondimento della tematica e un laboratorio creativo nel corso del quale gli studenti, divisi in gruppi di lavoro, saranno chiamati a realizzare un manufatto.
Nel dopocena sarà proposta la visione di un film che aprirà una piccola finestra sulla trattazione del tema nel mondo cinematografico.
II giorno
Il secondo giorno si analizzerà il principio dello sviluppo sostenibile nel diritto internazionale ed europeo dell'ambiente, gli effetti e i limiti dell'equazione sviluppo=crescita, e partendo, dal concetto di complessità e di squilibrio tra nord e sud del mondo, si affronteranno le nuove riflessioni sulla decrescita . Nell'ambito della seconda giornata saranno proposte altre attività di animazione nelle quali i ragazzi saranno nuovamente chiamati ad interagire.
L'uomo, da sempre, in tutte le sue attività, interagisce con l'ambiente modificandolo. Tuttavia, se è vero che le modifiche dell'ambiente nel passato potevano essere considerate un fatto marginale per il “sistema terra”, e ciò in base al fatto che il pianeta era scarsamente popolato, a partire dalla seconda metà del secolo scorso l'incremento demografico e l'avvento della società industriale e tecnologica hanno comportato, e comportano, un sempre maggiore sfruttamento delle risorse ambientali ed un crescente inquinamento ambientale. Oggigiorno, la distruzione dell'ambiente ha assunto una dimensione globale e proporzioni così allarmanti da porre gli Stati, la società civile, gli individui e tutta la comunità internazionale di fronte al problema della salvaguardia dell'ambiente e a quello delle strategie e degli strumenti da adottare per assicurarne una efficace protezione. A partire dalla seconda metà del XX secolo una di queste strategie è stata individuata nella nozione di “sviluppo sostenibile”. Il concetto di sviluppo sostenibile sintetizza un problema di grande complessità, ovvero quello relativo al come rendere compatibili le esigenze dell'economia con le ragioni dell'ambiente a livello dell'intero pianeta ed in modo da assicurare il soddisfacimento dei bisogni, anche di sviluppo, delle generazioni presenti senza compromettere la possibilità di soddisfacimento dei bisogni di quelle future (Rapporto Brundtland). La nozione di sviluppo sostenibile, dunque, rinvia al problema della iniquità nell'uso delle risorse a livello planetario (ed in particolare nelle relazioni tra paesi ricchi e paesi poveri), nonché al problema delle conseguenze ambientali e sociali derivanti dalla crescita economica per il nostro Pianeta a fronte della necessità di assicurare ricchezza, benessere e adeguati tenori di vita ad una popolazione in continuo aumento. In effetti, dal momento che lo sviluppo economico dipende dallo stock di risorse naturali della terra, mantenerne la riproducibilità rappresenta la chiave per la sostenibilità. Tale riproducibilità può essere preservata solo grazie ad un uso razionale delle risorse che tenga conto dei meccanismi di funzionamento degli ecosistemi e, in generale, delle capacità di carico ambientali. L'idea di base di qualsiasi attività economica è, infatti, quella di trasformare le risorse naturali in beni di consumo ma, una volta consumati, i beni rimangono solo in parte nel ciclo della trasformazione delle risorse e soltanto alcuni dei loro componenti possono essere riusati. Il processo di trasformazione produce, quindi, rifiuti, diminuendo così la qualità delle risorse coinvolte e rendendo il loro riuso più difficile. Ne deriva, pertanto, che la strategia verso uno sviluppo sostenibile non si esaurisce solo nella protezione giuridica dell'ambiente, ma include altresì la promozione tanto a livello giuridico, quanto a livello politico, e a livello sociale, di un nuovo modo di concepire la crescita economica, tale da garantire giustizia ed opportunità per tutti e non solo per pochi privilegiati, e ciò senza distruggere le risorse naturali del pianeta. In questo approccio alla “gestione della madre terra” è necessario porre l'accento sull'uso razionale e responsabile delle risorse da parte di tutti, sul riciclaggio delle risorse rinnovabili e sulla riduzione degli sprechi e del cosiddetto “costo ambientale globale”.
Metodologia
Ai momenti di discussione e informazione ad opera di docenti ed esperti in materia che forniranno agli studenti una panoramica sia interna che internazionale degli strumenti posti a tutela dell'ambiente e di promozione di uno sviluppo effettivamente sostenibile, si alterneranno interventi di animazione ed educazione non formale.
Attraverso questi ultimi gli studenti diventeranno parte attiva del momento educativo attraverso lavori di gruppo, problem-solving e momenti di discussione (definiti tecnicamente debriefing ). Gli studenti si troveranno a dover affrontare e risolvere questioni che, di volta in volta, saranno loro proposte attivando una serie di capacità, prendendo autonomamente decisioni, prefigurando soluzioni, documentando il lavoro svolto in gruppo e comunicandone i risultati.
In occasione del XIV Ciclo di seminari si implementerà un laboratorio creativo con materiali di scarto delle aziende forniti dal Centro Remida di Napoli durante il quale gli studenti saranno chiamati a creare gruppi di lavoro per la realizzazione di un manufatto, e un role-playing/simulata giocata con lo scopo di far vivere in gruppo un'esperienza che rappresenta un modello di realtà, con compiti definiti e distribuiti per scoprire le dinamiche, i processi e la complessità del tema trattato.
Questi laboratori di educazione informale, attraverso la creazione di un contesto avalutativo e non giudicante, mirano a tirar fuori la “creatività” intesa come la capacità umana di risolvere i problemi, di intuire e scoprire nuove possibilità di sviluppo e crescita.
Attraverso le modalità e tecniche creative proposte, i ragazzi potranno, in tal modo, raccontarsi l'un l'altro esprimendo sentimenti e desideri e “realizzando” la propria percezione raccontata della realtà.
Queste tecniche di “educazione relazionale” consentono di uscire da una relazione trasmissiva e verticale in favore di una relazione circolare e orizzontale, stimolando il coinvolgimento attivo e il senso critico dei ragazzi, attraverso nuove sintesi a livello cognitivo e culturale e favorendo in tal modo la coesione sociale e la ricerca di nuovi significati e di una visione destrutturata e critica della realtà.
Schema degli interventi
I giorno
Gli interventi della mattina forniranno un primo inquadramento giuridico sia nazionale che internazionale ed europeo in materia ambientale.
Seguirà un role-playing/simulata giocata dove i ragazzi intervenuti, divisi per tavoli, saranno chiamati a vivere in gruppo un'esperienza che rappresenta un modello di realtà, con compiti definiti e distribuiti per scoprire le dinamiche, i processi e la complessità del tema trattato.
Nel pomeriggio si prevede un ulteriore approfondimento della tematica e un laboratorio creativo nel corso del quale gli studenti, divisi in gruppi di lavoro, saranno chiamati a realizzare un manufatto.
Nel dopocena sarà proposta la visione di un film che aprirà una piccola finestra sulla trattazione del tema nel mondo cinematografico.
II giorno
Il secondo giorno si analizzerà il principio dello sviluppo sostenibile nel diritto internazionale ed europeo dell'ambiente, gli effetti e i limiti dell'equazione sviluppo=crescita, e partendo, dal concetto di complessità e di squilibrio tra nord e sud del mondo, si affronteranno le nuove riflessioni sulla decrescita . Nell'ambito della seconda giornata saranno proposte altre attività di animazione nelle quali i ragazzi saranno nuovamente chiamati ad interagire.